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martedì 27 dicembre 2016

Outfit di Capodanno: dal tailleur al #vintageodemode griffato Guess


Ci siamo: ormai, archiviati i bagordi natalizi,  non ci resta che puntare sulla serata più luccicante dell'anno, il 31 dicembre, e prepararci al meglio.

Palette alla mano, affiliamo le scarpe...pardon, le unghie e cerchiamo di puntare solo ed esclusivamente sulla luce che siamo in grado di emanare, per riuscire a non passare inosservate nella notte più lunga dell'anno.

Da oggi e per i prossimi giorni, ho quindi deciso che vi terrò compagnia con qualche consiglio a cavallo tra l'elegante ed il pret a porter, per non farci mancare nulla, come si dice in questi casi!

Per le irriducibili del #tailleur ad ogni costo, propongo una versione molto sobria eppure elegantissima, dove la giacca è damascata, e che io ho voluto ulteriormente impreziosire con delle spille appuntate sulle finte tasche a mo' di bottoni gioiello. Le reperirete facilmente da #brigittebijou!
Questo tailleur è cucito su misura e lo tengo sempre in gran conto per l'inossidabilità della sua linea.
La canotta, invece, è #martissima.


Per quanto concerne le scarpe e la borsa, le penserei in tinta: il tocco in più?
Rispolverare un #vintageodemode d'autore( il mio Pinterest docet!) come quello di Guess dei primi anni 2000.
La Bustina, invece, è attualissima, ovvero una baghette che riprende i ricami della giacca.
Trovo questo outifit particolarmente adatto alle donne che non vogliono sfoggiare look esagerati, ma che, al tempo stesso, ambiscano a lasciare un segno del loro passaggio?
Viceversa, penserei ad una tuta palazzo, sempre nera, che lasci scoperte spalle e schiena.
Come potrete notare, piuttosto che appesantire l'outifit con gioielli stratoferici oltre agli orecchini di alta bigiotteria, ho giocato con l'acconciatura.

In questo caso, per gli accessori, adorerei di nuovo un altro #vintageodemode, ovvero la borsa di #carpisa:
Beh, ora vi lascio, aspettando però i vostri commenti e/o suggerimenti!
E che Luce sia!
Federica



mercoledì 14 dicembre 2016

Gli alberi dei desideri, 2a puntata: perlinage per tutti!

Ancora qualche giorno di pazienza, e ce l'avremo fatta: tutto sarà davvero perfetto, per festeggiare il Natale 2016, ma, si sa, al giorno d'oggi, si corre sempre!
Sarà capitato anche a voi quindi, di non essere riuscite a trovare tempo per lo shopping più desiderato degli ultimi 11 mesi: quello del vostro albero da sogno!
Oppure, con enorme vostra disdetta, di avere ormai ritrovato davvero ben poco in giro, e per giunta a prezzi sbalorditivi!
Niente paura.
Siamo donne, e quindi, abbiamo sempre dalla nostra, quella marcia in più che i maschietti ci invidiano sin dalla notte dei tempi.
Prendete ago e filo e sbizzarritevi in queste ultime ( si fa per dire) lunghe serate invernali:
Uno spunto per tutti: 


Per la serie: quando la fantasia non ci manca!
Io, mi sono dilettata al perlinage su di un disegno abbastanza "basic", aiutandomi con piccole decorazioni plastificate, quali le stelline e la luna, uncinetto e punt'erba per dare quel tocco in più!
Ma di certo, ognuna potrà liberare il proprio estro come meglio riesce!

Risultato?
Eccolo: 

Sul mio alberello( una delle varie passate versioni che però ho più amato), svettavano lieti cuori completamente  home made!
Il resto dell'addobbo, costava di pezzi di gesso variamente lavorato, collane e, naturalmente, mille ed un ricordo!
Spero che questi consigli dell'ultim'ora possano esservi utili!
Aspetto, al solito, i vostri commenti!
Un abbraccio.
Federica.

domenica 25 ottobre 2015

Se la musica redime gli umili: la scelta di Pasolini.



Come ricorderete, la nostra scrittrice e giornalista Federica Ferretti, ripropone da qualche tempo i suoi articoli più interessanti, inizialmente pubblicati altrove(http://www.ilcorrieredabruzzo.it/cultura/19462-se-la-musica-redime-gli-umili-la-qtrasgressione-culturaleq-di-pasolini.html), tra cui quello che riguarda la particolare attenzione di Pasolini per la musica in quanto linguaggio.
Che diventa un mezzo, l'unico di redenzione degli umili.
Ricordando il quarantennale della sua morte, avvenuta il 2 novembre 1975.



Raccontare dell'inscindibilità tra la musica e le immagini nella cinematografia del Novecento ci porta a ad esaminare i fondamenti di una speciale sensibilità democratica, dove il linguaggio musicale veicola valori ed emozioni, stati d'animo, esigenze della propria società, seppure nelle sue mille contraddizioni.
Infatti, parlare della musica in termini sociopolitici significa per Pasolini, noto regista italiano tragicamente scomparso, tracciare un punto di partenza, non di arrivo, tale per cui Bach diventa un vero e proprio strumento di redenzione dei "Suoi" umili, quelli che, in questa vita, sono comunque perdenti.
Perciò non è vero che il cosiddetto commento,introdotto cioè a livello extra-diegetico, ossia esterno alla "narrazione" e perciò percepibile dal solo spettatore, sia usato dal nostro regista in una maniera a fin troppo ingenua, così "scoperta e disarmante".
Occorre invece rileggere daccapo la poetica di un uomo che ha dimostrato l'asessualità dell'arte come pochi altri hanno saputo.
Nel suo Accattone, emarginazione e povertà vengono letteralmente suturate grazie ad una concezione salvifica di uno dei brani più rappresentativi dell'epoca barocca.
Pasolini, vissuto nel pieno della svolta economica italiana, avverte l'esigenza di cambiamento anche da parte degli "sbandati", coloro che stanno in fondo, e che non possono per alcun caso, neppure fortuito, risalire la china, dai condannati a priori al degrado.
Di qui, la "trasgressione culturale" che non gli è stata mai del tutto perdonata: involgarire Bach, chiamato a sublimare una rissa tra borgatari romani, nello squallore di una giornata che sarebbe dovuta invece scorrere nella stessa miseria delle precedenti, così come delle seguenti.
Il proletariato veniva in qualche modo "sacralizzato", la contaminazione tra la vista e l'udito, avrebbe cioè potuto restituire loro quel sapore epico che in diverse condizioni, ci sarebbe ancora per una volta sfuggito. I contenuti tradizionalmente conferiti alla musica barocca per eccellenza, andavano a permeare immagini di brutalità quotidiana, a cui, almeno per una volta, veniva restituita la dignità.
Ed un uomo, è tale fino a quando ne possiede una.
Non si può condannare perciò un regista, perché ha cercato di salvare un Accattone.
Ma erano tempi duri... eppure, Pasolini, continua a combatte contro pregiudizi che lo hanno condannato da sempre, senza possibilità di affrancarsi dalla sua, personalissima, condizione.

Federica Ferretti

© Riproduzione riservata

lunedì 27 aprile 2015

Io vi racconto...

Cari inseguitori, conoscenti, semplici naviganti virtuali, 
come avete appreso, da qualche tempo, sono diventata una collaboratrice di Confidenze tra Amiche.
Ecco alcuni dei pezzi che hanno così tanto scosso le coscienze, fornendo al tempo stessa una speranza che nulla è per sempre. 
Che è invece sempre possibile riprendere in mano la propria vita.




Se avete una storia che valga la pena essere raccolta, di cui vi sono rimasti ricordi indelebili, se volete rimettervi in discussione... 
O se volete solo parlarne, contattatemi a: ilcantodelcignorosso@gmail.com.
Vi risponderò in ogni caso.
Per crescere insieme...F.F.

venerdì 13 febbraio 2015

San Valentino versus Sirena di terra

Quest'anno, a San Valentino, contrariamente a tutte le aspettative, ho deciso di invitarvi a riflettere sugli effetti collaterali dell'Amore.
Quello che viene ogni giorno schernito, deriso, offeso. 
Ripudiato.
Ucciso.
Quello che ho ritratto nel racconto Sirena di terra, premiato non a caso il 25 Novembre 2014, in occasione della  giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne.

Uno stralcio per ricordarci cosa NON è sentimento, NON è passione, NON è  complicità.
E che perciò NON deve mai aversi tra due persone raziocinanti.

Allora, eccovi in anteprima un graffiante estratto di quel testo che ha ottenuto, non a caso, la menzione speciale dalla CPO di ASCOLI.

Mentre attendiamo la sua pubblicazione integrale nella speciale Antologia appositamente dedicata.




È  notte, no, forse  il tramonto. O le prima luci dell’alba?

Quando nasce il sole? Quando?

Le mani sbracate lungo i fianchi. Livide. Ancora.

Mi perdo tra la gente. Non ho più nome né ricordi.

Tra poco pioverà.

Quando nasce il sole? Quando?

Pioverà, sento l’odore del mare nelle narici. O è il semplice ricordo dell’estate nella casa abbarbicata sugli scogli?

La mente è capace di consolarci proprio quando non lo crediamo  più possibile.

Sono stata una bambina felice, ho costruito castelli di sabbia a prova di ogni arrembaggio.

Ho abitato, a lungo, in  quei medesimi castelli, fluttuando per ciascuna stanza  con indosso, orgogliosa,  i miei soli gioielli di conchiglie e coralli lievemente rosati sulle
orecchie.
Le mani  mi pesano sempre di più, di nuovo illividite.

Ero una sirena con gambe vellutate, che lui ha sfregiato affinché tornassi a nasconderle.

I capelli, li ho dovuti tagliare, e piegare la testa alla sua cieca rabbia.

Vago per strade che non mi sembra di riconoscere in questa notte eterna.

Tra poco pioverà sui miei pensieri, sulle parole, sui mille sguardi assenti che continuo ad incrociare.

Sento d’essere prigioniera come di un’enorme bolla d’acqua e sapone.

Di quelle che mi divertivo a gonfiare nella casa abbarbicata sugli scogli, in mezzo ai miei castelli di sabbia inespugnabili.

Me ne sto tra la gente, ma non oso pronunciare parole.

Mi ha contagiato il suo stesso sguardo assente.

Intanto, ho smesso di avvertire il calore sulle mani.

Ora sono blocchi di ghiaccio penzolanti.

Spero non mi si infrangano su ciò che resta dei miei arti inferiori.

Vanno i pensieri, liberi, almeno quelli possono ancora volare.

Io sono diventata sirena di terra che ha barattato il suo mare per un bacio. E qualche altra carezza appena accennata.

Ho smarrito la memoria del mio nome perché lui mi appellava a seconda dell’umore, vezzeggiativi o insulti sputati in faccia ad ogni ora nei miei castelli di sabbia che non gli hanno saputo resistere..................... 

Federica Ferretti.
© Riproduzione riservata