domenica 1 marzo 2015

Caro Lucio, non ti dimentico



 

Caro amico, ti scrivo

Giovedì 01 Marzo 2012 - 14:30 Federica Ferretti

Caro Lucio, come stai?
Sì, ora che sei diventato finalmente l'angelo che volevi, ora che avrai tutto il coraggio che desideravi e che hai finalmente imparato a volare, zingaro libero, e allora potrai girare  tutto il mondo, ma lo so già che farai, andrai in Afganistan e più giù in Sudafrica e anche a a parlare con l'America, sicuro che ora, così invisibile, non ti abbattono, in modo che potrai parlare anche con i russi, proprio come volevi te.
Sono così emozionata nello scriverti quest'ultima lettera, che però, se ci si crede, sarà solo la prima di tante altre, perché in fondo, non sei andato via davvero, avrai solo la forma di una nuvola ai nostri miseri occhi, così appiccicati alla terra.
Volevo chiederti scusa se io, insieme a tutti i tuoi fan, piangiamo, ma non se ne può fare proprio a meno, ogni distacco, all'inizio, è duro.
Ci potremmo consolare solo pensando che, se faccessimo silenzio, ti potremmo sentire sfrecciare insieme al tuo amico Ayrton, perchè Dio, che aveva evidentemente troppo bisogno di un altro meravigliso angelo per circondarsi di luce ed irradiare anche noi...beh, Dio, forse egoista, senza pensare che le tue canzoni hanno attraversato 40 anni di storia italiana, e noi ne avremmo avuto bisogno per altri 40 anni almeno, ti ha detto:"Chiudi gli occhi e riposa" e tu hai chiuso i tuoi occhi di stelle, che non vedremo più.
Che stolti che siamo, non ci rammentiamo che la terra finisce e là comincia il cielo, e lo guardermo e anche stasera ci farà pensare a te...
Perchè il cielo vicino e lontano vediamo  sempre il cielo, si puo' volare oltre le nuvole ma sempre in alto tu vedrai il cielo il cielo si perde il pensiero quando guardo il cielo ed ecco...ecco... ritorna il ricordo dolce che ho di te.
Purtoppo, il dolore che sentiamo è profondo, come lo era il tuo mare, e ci interroghiamo, non possiamo farne a meno, su com’è che è così strano il mondo e come era strano esserci, confonderci e perderci sotto quel cielo e a tutte le stelle, perderci, riperderci lontano da ogni cosa, su una stella luminosa non esserci, non essere, non esser mai nemmeno nato, un punto solo, il più piccolo che c’è.
Ma ti promettiamo che staremo attenti al lupo, e avremo cura della tua Nanì, a cui faremo capire che non esistono due occhi come i suoi, e che saresti morto, per una bocca rossa come la sua.
Ti prometto Lucio, che parleremo di dove andrà a dormire la Luna quando esce il Sole e chissà com'era la terra prima che ci fosse l'amore, sotto quale stella tra 1000 anni, se ci sarà una stella, ci si potrà abbracciare, lì dove il mare luccica e tira forte il vento.
Ma, mettiamo che ti dovessi ancora parlare, cosa debbo fare scriverti?
Se non ti so dimenticare, uccidermi?
Ma Dio ti ha detto, da vero egoista, "Chudi gli occhi" e tu, hai chiuso per sempre, i tuoi occhi di luna.
Senza rendersi conto che tu non ci basti mai, tanto che vorremmo essere la tomba quando morirai e dove abiterai e il cielo sotto il quale dormirai
così non ci lasceremo mai neanche se muoriamo  e lo sai. Perché tu, tu non ci basti ma, davvero non ci basti mai,  io, io, io ci provo sai, ma non ti dimentichermo mai.
Federica Ferretti

© Riproduzione riservata


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